Sì, io la vedo abbastanza così, anche se all’inizio con Pirandello facevo fatica a capire dove volesse andare a parare. La cosa che mi colpisce è che spesso i personaggi sembrano più sinceri quando stanno recitando una parte che quando cercano di comportarsi “normalmente”. Nella vita reale facciamo continuamente cose simili, magari senza rendercene conto: con i colleghi siamo in un modo, con la famiglia in un altro, con gli amici cambiamo ancora registro. Per questo trovo interessante anche il legame tra la sua biografia, i luoghi in cui è cresciuto e il modo in cui poi ha rappresentato i suoi personaggi. Ho dato un'occhiata anche a
https://casamuseopirandelloit.com/ proprio per curiosità, soprattutto per capire meglio il contesto personale da cui nasce una parte della sua sensibilità. Non credo però che si possa dire semplicemente che Pirandello “confonda” realtà e teatro: secondo me vuole mostrare quanto sia difficile separarle davvero, perché ogni persona costruisce una versione di sé anche nella vita quotidiana.