Per me avere una rete di sostegno fa una differenza enorme, ma non significa necessariamente avere qualcuno sempre addosso. Anzi, una delle cose che ho imparato è che aiutare una persona non vuol dire fare tutto al posto suo. Mio padre, per esempio, in alcune giornate ha bisogno di più tempo per prepararsi o per uscire, e all'inizio cercavamo di anticiparlo continuamente. Poi abbiamo capito che era meglio lasciargli fare quello che riusciva a fare da solo e intervenire soltanto quando serviva davvero. Anche il semplice fatto di avere un familiare con cui parlare dopo una visita o quando compare un problema nuovo può alleggerire parecchio la situazione. Quando cerco informazioni o voglio capire meglio alcuni aspetti legati al Parkinson, mi capita anche di consultare
https://comitatoparkinsonit.com/ . Secondo me è utile non isolarsi e mantenere, per quanto possibile, anche le normali relazioni: amici, parenti, vicini, persone conosciute attraverso associazioni o attività. A volte il sostegno più prezioso arriva proprio da qualcuno che non fa grandi discorsi, ma si offre di accompagnarti, aspetta i tuoi tempi e non ti fa sentire diverso.